Antologica di Gianni Turillazzi – Fotografo

Ho visitato la mostra di Gianni Turillazzi in Villa Valera e consiglio vivamente a chi ama il bello, i ricordi e le emozioni di fare altrettanto.
Si possono vedere fotografie di moda, di celebrità e di vita vissuta che ci riconducono alle atmosfere degli anni 60-70.
Sono rimasto ammirato di fronte alla perfezione degli scatti realizzati in studio e sul set, ma quello che più mi ha entusiasmato sono gli scatti in bianco e nero alla gente comune in cui la sensibilità del fotografo si deve misurare anche con l’attimo fuggente e devo dire che molti di quegli scatti mi sono sembrati ricordi di gioventù per la loro disarmante immediatezza.
Le immagini delle bettole, dei personaggi, delle situazioni di Trastevere o del Vaticano a fare da contrappunto ai propri ricordi, allo stereotipo del tempo rappresentato dalla Roma godereccia, quella de “La dolce vita” per intenderci, sono particolarmente coinvolgenti e significative di un passato ormai lontano, ma tanto vicino quando riprodotto in modo così efficace.
L’impressione è stata di rivivere quei momenti, riportati in superficie da “semplici” foto, ma sarà solo per questo o perchè, come dice il poeta,
“….e intanto fugge
questo reo tempo ….”
ci trasformiamo, nostro malgrado, in inguaribili romantici?
Ma perché cercarne la ragione?
Quello che importa è che in tempi di “mi piace”, “non mi piace” qualcuno riesca ancora ad emozionarci e, alla mostra, le occasioni non mancano!

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Autore articolo: Emilio Tacconi

One thought on “Antologica di Gianni Turillazzi – Fotografo

  1. Arrivo ora dalla mostra. Non sono certo un’esperta in fotografia, posso solo basarmi sulle emozioni.
    Davanti a quelle foto, si vive un pezzo della nostra vita, con stupore e ammirazione per la capacità dell’autore di rendere immediati (direi “palpabili”
    i ricordi, ed insieme con … tanta e tanta nostalgia.
    Piera

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