Human technopole project

Quando gli aggettivi contano: “ Human technopole project “. Per il “ dopo Expo”, tra le varie opzioni c’è anche un piano, ancora in elaborazione, per fare dell’Italia il Paese leader mondiale nelle tecnologie per la qualità della vita. Dove c’era Expo (per lo meno, in una parte della vasta estensione espositiva) viene proposto un polo di ricerca con 1.600 scienziati,  dedicato al miglioramento delle condizioni di vita. Il programma, dal nome provvisorio “Human Technopole. Italy 2040”, si propone  una strategia di sviluppo delle “tecnologie umane” e si dovrebbe articolare in cinque ambiti di intervento: tecnologie per il welfare e un sano invecchiamento; medicina di precisione; tecniche avanzate per cibo e agronomia; ricerca su materiali sostenibili e nanotecnologie verdi; tutela innovativa del patrimonio culturale italiano.

Se ci sarà una regia ad indirizzo economico e politico che, ponendosi in sinergia con altri centri mondiali simili, estenderà i benefici della innovazione tecnologica anche a vantaggio delle popolazioni che oggi emigrano per sfuggire alla fame, alla sete e alle guerre, allora l’aggettivo “human” sarà pertinente alla qualificazione del progetto.  Se invece solo i Paesi sviluppati dovessero trarne vantaggio dalle sperate innovazioni, il programma testimonierebbe un pregiudizio latente in molte “coscienze”: il considerare “umani di seconda fascia” tutte le popolazioni a reddito insufficiente per la sopravvivenza e abitanti in Paesi con bassissimo Pil. Nell’attesa che venga tagliato il nastro di partenza del  programma, sarebbe interessante  che UNI TER invitasse a uno dei nostri convegni del Giovedì, qualcuno coinvolto in tale progetto o un dei nostri docenti a conoscenza dei dettagli del programma.

Area EXPO

Autore articolo: Giorgio Fiorini