La Genesi Dell’Uni Ter

Probabilmente molti, tra i soci della nostra Associazione, sanno che l’Uniter è nata ufficialmente il 15 ottobre 1997, con la firma dell’Atto Costitutivo da parte dei soci fondatori, che sono stati anche, per i successivi due anni, i componenti de Consiglio Direttivo, che allora, in base allo Statuto vigente, si chiamava Comitato Promotore. Con me, Presidente, c’erano Laura Cannella Clamer, Vice Presidente, Alessandro Rampichini, Segretario, Giampiero Dell’acqua, Tesoriere, e Max Albano, Alberto Banal, Vittorio Mucci, Giorgio Schinelli, Emilio Tacconi e Lionello Turrini. Questa è la scheda di nascita dell’Uniter e da quella data comincia la nostra storia.

Pochi però sanno quale è stata la lunga e impegnativa gestazione di quella nascita e credo che valga la pena di raccontarla, dopo oltre venti anni, almeno a futura memoria. Essa è iniziata oltre tre anni prima, e precisamente nell’aprile del 1994 quando, al termine della mia attività lavorativa, mi sono ritrovato in una Arese povera di iniziative culturali e di momenti socializzanti, una specie di “città dormitorio”, impostata su una serie di villaggi residenziali concentrati su sè stessi, con scarsa comunicazione tra loro, e tributarie della vicina metropoli sia sotto l’aspetto lavorativo (soprattutto dopo la progressiva riduzione dell’attività dell’Alfa Romeo a seguito del suo assorbimento nella Fiat) che sotto quello culturale.

Questa situazione, di cui ero cosciente fin da prima di lasciare il lavoro, mi aveva indotto a pensare che per risvegliare la nostra città sarebbe stato utile creare qualcosa che la aiutasse a prendere coscienza di essere ormai matura per diventare una “comunità” degna di questo nome, dotata di attività culturali e di iniziative socializzanti adeguate a tale nuova realtà. “Qualcosa” va bene, ma cosa? Ecco l’idea: una Università della Terza Età, come quelle che recentemente erano sorte a Milano e nei nostri dintorni, anche in città vicine ad Arese come, ad esempio,  Rho.

A Rho, da alcuni anni, esisteva l’ULTE (Università Libera della Terza Età), diretta dal Presidente prof. Fernando Meda e animata soprattutto dalla Vice Presidente prof. Bruna Montessori (nipote della celebre pedagogista Maria Montessori), vera colonna portante dell’Associazione, per la quale operava sia come docente dei corsi di Letteratura italiana, sia come conferenziera su vari temi di attualità. Tra i frequentatori dell’ULTE, provenienti, oltre che da Rho, da vari paesi della zona, c’era anche un nutrito manipolo di aresini, all’incirca un centinaio.

Io ho iniziato a frequentare le conferenze e i corsi dell’ULTE nell’ottobre del 1994, sia per conoscerne l’organizzazione e il funzionamento, sia per avvicinare i colleghi aresini e saggiarne la disponibilità a collaborare nella creazione di una analoga istituzione ad Arese. Sin dall’inizio, una volta approfondita la conoscenza del dirigenti dell’ULTE, non ho esitato a informarli delle mie intenzioni in proposito e a chiedere, per quanto possibile, la loro  collaborazione. All’inizio, Meda e Montessori, pur con molta cortesia, hanno mostrato una certa ostilità verso i miei propositi, anche perché l’idea di perdere una quota qualificata di un centinaio di soci, in un contesto complessivo di circa quattrocento iscritti, non era loro molto gradita  Nel corso del tre anni successivi, tuttavia, essendo nel frattempo aumentata la partecipazione degli iscritti sin verso i cinquecento soci, i dirigenti dell’ULTE, gradualmente, hanno considerato con maggiore disponibilità la mia idea e anzi, verso la primavera del 1997, come vedremo, hanno addirittura offerto la loro collaborazione alla realizzazione dell’iniziativa.

Oltre l’iniziale ostilità dei dirigenti dell’ULTE, c’erano però anche altre difficoltà da superare, come la disponibilità dell’amministrazione comunale aresina a collaborare, l’esistenza di una sede adeguata, la ricerca sul posto di docenti e di conferenzieri validi e la formazione di un primo gruppo di persone disposte a rischiare un esperimento innovativo dall’esito incerto. In quell’epoca ad Arese esistevano ancora poche organizzazioni di volontariato e la Giunta comunale, impegnata a risolvere ben altri problemi politici e amministrativi, prestava poca attenzione a questioni di questa natura. L’unico spazio associativo disponibile era quello ubicato a piano terra dell’edificio di Via Col di Lana 10 (sotto l’attuale sede del Poliambulatorio) ed era stata messa a disposizione del Gruppo Anziani, che la utilizzava soprattutto per giochi di carte e altre attività nei pomeriggi feriali.

Per iniziare a sperimentare la reazione dell’ambiente cittadino alla realizzazione dell’iniziativa che avevo in mente, nella primavera del 1995, ho provato ad organizzare ad Arese un primo ciclo di dieci conferenze su temi di attualità culturale. Per l’organizzazione mi sono avvalso anche della collaborazione di un gruppo di amici (costituito da Enzo Corsi, ex sindaco di Arese, Emilia Ferraris e Giorgio Schinelli), che mi hanno aiutato a definire il programma e a reperire i vari conferenzieri, scelti tra personaggi qualificati della zona e miei vecchi amici del periodo universitario.

Abbiamo quindi chiesto all’amministrazione comunale la disponibilità per un paio d’ore di un pomeriggio alla settimana (il mercoledì) della sede del Gruppo Anziani, i quali hanno accettato, pur con qualche mugugno, di ritardare l’inizio dei loro giochi per il tempo necessario per le conferenze, e anche diversi tra loro ne hanno approfittato per seguire, con una certa curiosità, le conferenze stesse. L’esito di questo primo esperimento è stato buono e ci ha incoraggiato a ripeterlo, con crescente successo, anche negli anni successivi, tanto più che nel frattempo l’amministrazione comunale si era rinnovata e la Giunta, presieduta dal nuovo Sindaco, Rosella Ronchi, si dimostrava più sensibile verso le esigenze  del volontariato. Su nostra istanza, tra il ’96 ed il ’97, era finalmente stato messo a disposizione delle Associazioni un nuovo spazio, utilizzando allo scopo la sede della vecchia Biblioteca ubicato in Viale Resegone, opportunamente ristrutturato e denominato, appunto, Forum delle Associazioni.

Avvalendoci di tale possibilità, il ciclo delle conferenze primaverili del 1997 si era svolto nella  nuova sede ed aveva dimostrato che l’interesse dei cittadini aresini era aumentato e che il tempo era finalmente maturo per procedere verso un passo ulteriore. Tra i conferenzieri del nuovo ciclo avevano voluto inserirsi anche il prof. Meda e la prof. Montessori, ormai convinti dell’ineluttabilità della creazione nella nostra città di una nuova Istituzione simile alla loro e del conseguente distacco degli aresini dall’ULTE.

La rimanente parte del ’97, ed in particolare  di quell’estate, fino al fatidico 15 ottobre, fu dedicata alla stesura del primo Statuto dell’Associazione, alla ricerca, tra i personaggi più qualificati di Arese (docenti, giornalisti,  professionisti, dirigenti, soprattutto quelli ormai in  pensione) dei potenziali docenti e conferenzieri, ed alla selezione, tra gli ex soci aresini dell’ULTE (che si trasferirono praticamente in blocco da noi) nonché tra gli amici e i cittadini convinti della validità dell’iniziativa, di coloro che ho citato all’inizio e che, insieme a me, furono i cofondatori dell’UNI TER. Tutti gli interpellati, senza eccezioni, risposero positivamente e accettarono di collaborare con entusiasmo, ed in modo volontario e gratuito, come era previsto dallo Statuto.

Il resto, compresi i grandi problemi organizzativi e le tante difficoltà successivamente affrontati, e per trovare una sede adeguata e per far crescere in continuazione, anno dopo anno, fino ad oggi, la nostra Associazione, costituisce ormai la storia dell’UNI TER.

Autore articolo: Salvatore Cangemi

2 thoughts on “La Genesi Dell’Uni Ter

  1. Faccio parte di quel manipolo di Aresini che si trasferì con entusiasmo, nell’ottobre del ’97, dall’ULTE di Rho all’UNI TER di Arese.
    Ricordo ancora la prima conferenza, quando al tavolo sedevano i fondatori, e ci venne spiegato lo Statuto dell’Associazione che stava per nascere.
    Avevamo così finito di fare “i pendolari” e potevamo finalmente frequentare la “nostra” sede.
    Un grazie di cuore a Salvatore e a tutti gli altri suoi collaboratori, che hanno dato inizio alla storia dell’UNI TER.

    Piera

  2. Chiara ed utile cronistoria della genesi di UNI TER. Poche volte mi sono sentito assorbito da un certo tipo di narrazione riguardante eventi che spesso bloccano il lettore per stanchezza visiva… Complimenti a Salvatore e a tutti coloro che hanno costruito una organizzazione così ben rodata e gestita. Forse mi ripeto:una organizzazione che sa districarsi efficientemente tra problematiche multiple e complesse, che porto spesso come esempio in un’altra organizzazione di cui sono Consigliere. Purtroppo non potrò essere presente Giovedì in quanto impegnato come Consigliere e Segretario in una analoga riunione per il rinnovo del Consiglio del Consolato provinciale e Regionale delle Federmaestri. Buone Feste. Giorgio Fiorini

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