Il tranello di FaceBook e di altri social media

(Sintesi di un articolo del sottoscritto, pubblicato sul Notiziario online dei Maestri del Lavoro)

1) Facebook è la grande piattaforma che permette a chiunque di farsi conoscere, informarsi, confrontarsi con gli altri, condividere idee e punti di vista, sapere qualcosa in più dei propri amici. Sulle virtù e benefici prodotti dal web, in generale, non possiamo avere dubbi

2) Tuttavia Facebook e i social web hanno dei lati oscuri. In particolare usano tecniche manipolatorie con le quali ci inducono a comportamenti che possono essere contro il nostro interesse. Una sorta di macchina sociale che distribuisce premi e gratifiche non per farci vincere, ma per aumentare la nostra dipendenza e quindi, il nostro tempo sulla piattaforma, esattamente come fanno le slot machine.

3)  Facebook (e molti dei siti che visitiamo sul web) tramite il suo algoritmo tiene traccia di ogni click. Conserva e studia i nostri comportamenti e le nostre scelte per estrapolare i nostri gusti. Attraverso l’algoritmo che ne è alla base, ci sta manipolando fino modificare i nostri comportamenti.

4) Gli psicologi affermano che questo coinvolgimento emotivo è la conseguenza della produzione di dopamina. La dopamina è un neurotrasmettitore, che veicola informazioni tra i neuroni. Questo trasmettitore è molto importante perché il suo rilascio nel cervello è associato a tutto ciò che riguarda gli stimoli concernenti la motivazione, le ricompense e il piacere Uno schizzo di dopamina somministrato con regolarità dalle tecniche del sistema algoritmico aumenta la dipendenza, come avviene con il gioco d’azzardo, nicotina, alcol ed eroina.                                    

5) Gli studiosi della materia affermano anche che i social media produrrebbero una sorta di “potenziamento algoritmico“ dei peggiori tratti psicologici dell’essere umano. L’aggressività e l’estremismo, ad esempio, sono gli strumenti emotivi più efficaci per aumentare il coinvolgimento. E sui social media il coinvolgimento è l’unico indice che conta per attestare il successo, sia per il marketing commerciale, sia per la “vendita” di programmi politici. Insomma: verità, empatia, analisi critica si trovano a disagio sui social.

EVVIVA QUINDI IL NOSTRO BLOG E SITO CHE SI DIFFERENZIANO DALLA MAGGIORANZA DEI SOCIAL MEDIA,  MOSTRANDOSI IMMUNI  DAL VIRUS  DELLA  “ALGORITMOSI”!

Autore articolo: Giorgio Fiorini